• Login
  • Publicità
Banner
  • Bonus energia elettrica
  • Titoli di Viaggio Gratuiti
  • La Storia del Vesuvio

Bonus per fornitura energia elettrica 2008-2009

COMUNE DI SAN SEBASTIANO AL VESUVIO (Provincia di Napoli) ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI AVVISO

Leggi tutto...

Emissione Gratuita Titoli di Viaggio

COMUNE DI SAN SEBASTIANO AL VESUVIO (Provincia di Napoli) BANDO DI CONCORSO PER L’EMISSIONE GRATUITA DEI TITOLI DI VIAGGIO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Leggi tutto...

IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO

Poche persone conoscono quale sia la reale storia delle eruzioni che hanno interessato il Vesuvio nel corso dei secoli; molti credono che siano avvenute solo poche eruzioni o addirittura conoscono...

Leggi tutto...

IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO - 79 d.c.

IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO - 79 d.c.

Indice
IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO
79 d.c.
Attività erittiva dopo il 79
negli anni '600
nel '700
nel '800
nel '900
Nel 1944
Tutte le pagine
79 d. C.
La più antica eruzione di cui si hanno testimonianze è quella del 79 d. c.. L’eruzione fu preceduta da un violento terremoto che si sarebbe verificato il 5 febbraio del 63 d. c.
L’eruzione cominciò il 24 agosto dell’anno 79. La scoperta di olive fresche nelle case di Pompei farebbe propendere per il 24 ottobre.
(a) Durante il lungo periodo di quiescenza del vulcano, nel magma andava aumentando sia la viscosità sia il contenuto in gas per la differenziazione prodotta dal lento e progressivo raffreddamento.
Il contatto tra il magma (contenuto nella camera magmatica situata a 2-5 km di profondità nelle rocce carbonatiche) e l'acqua di falda, di origine meteorica presente nei calcari, era impedito da una spessa crosta impermeabile di magma solidificato. Quando la pressione dei gas nell'interno della camera superò il carico delle rocce sovrastanti iniziò l'eruzione.
Intanto, l'improvvisa diminuzione di pressione, per l'apertura del condotto, determinò l'espansione dei gas contenuti nella massa vischiosa producendo violentissime esplosioni. Si formò cosí il pino vulcanico (colonna eruttiva pliniana); la violenza delle esplosioni spaccò e frantumò la crosta impermeabile nell'interno della camera magmatica, ma ugualmente l'acqua di falda di origine meteorica contenuta e circolante nei calcari non poteva penetrare in essa perché impedita dall'enorme pressione dei gas ancora presenti nella camera magmatica.
La prima fase dell'eruzione terminò quando si esaurí la spinta del gas accumulati nel magma che aveva portato ad oltre 17 km di altezza ceneri, pomici, blocchi solidi e scorie frammisti a gas; questo materiale non piú sostenuto dalla violenza dei gas cominciò a ricadere e seppellì quasi del tutto Pompei in poche ore, mentre colate di cenere piú sottile e acqua devastarono Ercolano e altri centri alle falde del Vesuvio.
(b) Segui una forte riduzione di attività alla bocca del vulcano, in seguito a svuotamento della parte piú alta della camera magmatica.
Molti abitanti dì Pompeì, forse anche ladri, cessata l'eruzione, ritornarono nella città ormai quasi sepolta. Intanto l'acqua di falda che circolava in profondità nei calcari, fluì nella camera magmatica per una decina di ore, durante le quali sembrò che l'eruzione fosse finita. (c) La fase terminale fu dominata dal contatto dell'acqua filtrata con il magma nella camera parzialmente svuotata; si ebbe una ripresa violentissima dell'eruzione (ore 6 del 25 agosto). Nella camera si produsse un fortissimo aumento di pressione; il vulcano si gonfiò, si innalzò. La linea di costa arretrò lungo tutto il Golfo. Una nuova nube violentissima costituita non solamente da magma, ma dominata da un processo freato-magmatico, venne lanciata dal vulcano.
Esplosioni di vapore surriscaldato produssero i catastrofici surges piroclastici, cioè esplosioni superficiali di vapore surriscaldato e ad alta energia, che determinarono una nube di gas e cenere a forma di anello intorno al centro dell'esplosione. L'anello si allargò orizzontalmente con la velocità distruttiva di un uragano, scendendo lungo il pendio del Vesuvio e investendo e distruggendo in pochi minuti tutto quello che esisteva lungo il percorso.
I pompeiani e gli animali che non fuggirono persero la vita per soffocamento, dovuto alle alte temperature di queste nubi di vapore d'acqua surriscaldato misto a piroclastiti e ad altre esalazioni tossiche.
In meno di ventiquattro ore l'eruzione terminò dopo aver completamente distrutto la città e sconvolta interamente una campagna fertilissima, che, dove, non fu coperta dal manto di cenere, fu bruciata dalle piogge fortemente acide.