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COMUNE DI SAN SEBASTIANO AL VESUVIO (Provincia di Napoli) BANDO DI CONCORSO PER L’EMISSIONE GRATUITA DEI TITOLI DI VIAGGIO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO

Poche persone conoscono quale sia la reale storia delle eruzioni che hanno interessato il Vesuvio nel corso dei secoli; molti credono che siano avvenute solo poche eruzioni o addirittura conoscono...

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IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO - Attività erittiva dopo il 79

IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO - Attività erittiva dopo il 79

Indice
IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO
79 d.c.
Attività erittiva dopo il 79
negli anni '600
nel '700
nel '800
nel '900
Nel 1944
Tutte le pagine
Attività eruttiva dopo il 79
L'attività vesuviana fra il 79 e il 1631 è poco conosciuta, in quanto si hanno scarse e non sempre attendibili notizie; si ritiene che sia stata caratterizzata da eruzioni prevalentemente esplosive, anche se non sono mancate quelle effusive, separate da lunghi, talvolta secolari, intervalli di inattività.
Memorabili eruzioni furono quella del 203, esplosiva e con boati uditi fino a Capua, e quelle del 472 e del 512 che furono precedute da forti terremoti e caratterizzate dal lancio di giganteschi massi incandescenti, di ceneri, che arrivarono fino a Costantinopoli, e da efflussi lavici. Una fra le piú documentate eruzionì fu quella del 685: si ebbero, terremoti, emissioni di ceneri devastatrici ed efflusso lavico che giunse fino al mare. Una delle piú tipiche fu quella del 787: si formò il caratteristico pino di vapori e scorie incandescenti e la lava discese fino a 6 miglia dal cratere, provocando notevoli distruzioni.
Dai documenti che attestano le eruzioni del X e dell'XI secolo non si ricavano informazioni dettagliate sull'entità e sulla tipicità dei fenomeni. Molti particolari, invece, si hanno sulla spaventosa eruzione del 20 maggio: il Vesuvio eruttò lava per otto giorni e poi, per trenta giorni, ceneri di colore rosso che arrivarono a Salerno, Capua e Napoli. Arcangelo Scacchi suppose che in tale occasione si aprirono le bocche eccentriche denominate Viulo e Fosso della Monaca, ma non vi è alcun documento che attesti tale ipotesi.
Scarse notizie si hanno sull'attività del Vesuvio successiva al 1139. Probabilmente il vulcano attraversò prima una fase stromboliana per poi entrare in completo riposo, durante il quale la montagna fu coltivata fin quasi alla sommità del cono e le pareti interne del cratere si rivestirono di querce, lecci, olmi ed altre piante.