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Bonus per fornitura energia elettrica 2008-2009

COMUNE DI SAN SEBASTIANO AL VESUVIO (Provincia di Napoli) ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI AVVISO

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Emissione Gratuita Titoli di Viaggio

COMUNE DI SAN SEBASTIANO AL VESUVIO (Provincia di Napoli) BANDO DI CONCORSO PER L’EMISSIONE GRATUITA DEI TITOLI DI VIAGGIO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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IL VESUVIO: UNA STORIA DI FUOCO

Poche persone conoscono quale sia la reale storia delle eruzioni che hanno interessato il Vesuvio nel corso dei secoli; molti credono che siano avvenute solo poche eruzioni o addirittura conoscono...

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Pomodorino Vesuviano

Pomodorino Vesuviano

pomodorino vesuvianoIl pomodorino vesuviano, che deve ai suoli vulcanici lo speciale gusto dolce/acidulo (frutto della particolare concentrazione di zuccheri e sali minerali), è raccolto ancora acerbo in estate.

Anche la tecnica di conservazione si presenta con caratteristiche assolutamente originali. Essa prevede, infatti, il raggruppamento dei pomodorini in grappoli (c.d. schiocche) che, conservati in luoghi idonei (ombreggiati ed adeguatamente ventilati), consentono la progressiva maturazione dei frutti (con il colore che vira dal verde al rosso intenso) e la loro conservazione sino al periodo natalizio.

  • Provincia/e: Napoli, Salerno, Avellino
  • Territorio interessato alla produzione:
    nella provincia di Napoli: Boscoreale, Pompei, Boscotrecase, Terzigno, S.Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Somma Vesuviana, S.Anastasia, Pollena Trocchia, Cercola, S.Sebastiano al Vesuvio, S.Giorgio a Cremano, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Volla, Trecase, Massa di Somma, S.Gennaro Vesuviano, Acerra Afragola, Brusciano, Caivano, Casalnuovo, Camposano, Castercisterna, Cicciano, Cimitile, Mariglianella, Marigliano, Nola, Palma, Pomigliano, Scisciano, S.Vitaliano
  • Descrizione sintetica prodotto:
    La denominazione "Pomodorino Corbarino" designa le bacche che derivano dagli ecotipi “Corbarino” e “Vesuviano” coltivati nel territorio della regione Campania.
  • Il prodotto, allo stato fresco, deve avere le seguenti caratteristiche:
    pezzatura 45-38/kg, ossia peso della bacca compreso tra 22-26 g.
    forma prevalentemente ovale allungata, leggermente piriforme (con rapporto tra gli assi non superiore a 1.4 ) con apice mucronato ben evidente;
  • Descrizione delle metodiche di lavorazione:
    Le condizioni ambientali e di coltura devono essere quelle tradizionali della zona, e comunque atte a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche di qualità.
    Il trapianto, di norma , si esegue tra l'ultima decade di marzo all'ultima decade di aprile.
    Il sesto d'impianto deve essere di massimo 30 cm sulla fila e compreso tra 90 -100 cm tra le file
    La forma di allevamento è quella in verticale con tutori idonei e fili orizzontali. I sesti, le forme di allevamento ed i sistemi di coltivazione devono essere quelli, in uso generalizzato nella zona e comunque atte a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche caratteristiche di qualità. E' facoltà degli organi tecnici regionali ammettere anche forme di allevamento diverse nel rispetto comunque delle suddette caratteristiche.
    La raccolta dei frutti è scalare e va effettuata nel periodo compreso tra inizio luglio e fine settembre, in funzione delle particolari destinazioni commerciali:
    fresco: luglio - settembre; da serbo: agosto; e in funzione del conseguimento delle caratteristiche qualitative.
    La produzione unitaria massima annua di frutti ammessa è fissata in 250 quintali ad ettaro, pur con le variazioni annuali in funzione dell'andamento climatico.
    E' vietata ogni forma di forzatura tendente ad alterare il ciclo biologico naturale del pomodorino, con particolare riferimento agli alleganti ed ai maturanti.
    Le operazioni di cernita, di calibratura e di trasformazione del prodotto, secondo le tecniche già acquisite localmente, devono essere effettuate nell'ambito della zona di produzione delimitata.
    Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che le suddette operazioni siano effettuate in stabilimenti situati nell' intero territorio regionale, a condizione che in detti stabilimenti le ditte interessate dimostrino di lavorare pomodorino.
    La successiva trasformazione avviene artigianalmente tagliando in quattro parti la bacca per estrarne i semi; si portano ad ebollizione per circa un'ora, quindi si triturano e si pongono in contenitori di legno coperti da garze; segue un processo di asciugatura naturale, al sole, e quindi si pone la conserva in vasi di terracotta con olio extravergine di oliva e foglie di basilico.
    La produzione di tipo industriale prevede, effettuata la cernita ed il lavaggio delle bacche, la bollitura delle stesse intere e private del peduncolo, e quindi inscatolate con aggiunta di succo di pomodoro in banda stagnata o nel vetro, aggiunto di sale, e quindi sterilizzato.
  • Osservazioni sulla tradizionalità, la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo delle regole produttive:
    Il legame con l'ambiente è documentato dalla autoctonia della cultivar interessate e dal numrose fonti bibliografiche, compresa la tradizione di riprodurre fra gli ortaggi del presepe napoletano i pomodorini, fatto che dimostra la tradizionalità di questa produzione sin dal XVIII secolo.
  • Riferimenti bibliografici:
    AAVV. Università degli Studi di Napoli “Federico II”. “Prodotti Agroalimentari tipici della Campania", Portici 1995.