Prodotti locali
Albicocca Vesuviana
Una delle prime testimonianze precise della presenza di albicocchi in Campania è dovuta a Gian Battista Della Porta, scienzato napoletano, che, nel 1583, nell'opera “Suae Villae Pomarium” distingue due tipi di albicocche: bericocche e crisomele, più pregiate. Da questo antico termine deriverebbe, quindi il napoletano “crisommole” ancora oggi usato per indicare le albicocche, e da cui sarebbero derivate, inoltre, le crisomele alessandrine, che ancora esistono nell'area vesuviana.
Pomodorino Vesuviano
Il pomodorino vesuviano, che deve ai suoli vulcanici lo speciale gusto dolce/acidulo (frutto della particolare concentrazione di zuccheri e sali minerali), è raccolto ancora acerbo in estate.
Anche la tecnica di conservazione si presenta con caratteristiche assolutamente originali. Essa prevede, infatti, il raggruppamento dei pomodorini in grappoli (c.d. schiocche) che, conservati in luoghi idonei (ombreggiati ed adeguatamente ventilati), consentono la progressiva maturazione dei frutti (con il colore che vira dal verde al rosso intenso) e la loro conservazione sino al periodo natalizio.
Pane di San Sebastiano
La cittadina di San Sebastiano al Vesuvio gode, da tempo, di una meritata fama in merito alle capacità dei propri fornai. Tale reputazione non è casuale, discendendo dalla rigorosa applicazione, da parte di questi ultimi, delle semplici regole dettate dalla tradizione.
Una tradizione, quella della panificazione, che alle pendici del Vesuvio si tramanda di padre in figlio. La sua caratteristica? La lievitazione, che avviene in maniera naturale con il «criscito»: ovvero acqua, farina e parte dell’impasto delle precedenti infornate, lasciato a fermentare per oltre dieci ore.

