Villa Figliola
Villa Figliola
La villa si presenta oggi nell’assetto che le fu dato dai lavori di ristrutturazione iniziati nel 1745, tradizionalmente attribuiti al Vanvitelli e voluti dal proprietario Antonio Figliola, Magistrato Presidente della Regia Camera della corte borbonica, che trasformò una preesistente villa rustica della seconda metà del seicento.
L’edificio presenta una pianta ad L ed è dotato di due ingressi.
L'ingresso secondario conduce, attraverso una stretta via, all’annesso fondo rustico. Quello principale, con decori bugnati e in chiave un fregio, è collocato in posizione asimmetrica rispetto al centro della facciata. Le finestre, ovali per il piano terra, ad illuminare gli ambienti di servizio, rettangolari sormontate da timpani curvi al primo piano, sono decorate da cornici in stucco. Al di sopra di queste, altre piccole aperture circolari consentono l’aerazione del sottotetto. Annessa alla villa, una piccola cappella ripete il motivo dell’apertura ovale inserita nel timpano spezzato che sovrasta il portale d’ingresso. Al di sotto dell’apertura un cartiglio in marmo reca la data dei lavori di ampliamento (1763) della cappella. Un androne immette nell’ampia corte su cui prospettano due bassi corpi di fabbrica che ospitano i locali di sevizio. Dalla corte si accede all’orto murato, un tempo il giardino della villa.

